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Invitare - Confetti

Confetti: tra storia e ricette

Certo che i romani goderecci non si erano lasciati sfuggire una leccornia del genere da assaporare sul loro triclinio. Ma una cosa è intingere frutta secca nello zucchero, altra cosa è assaporare un croccante confetto.

Da Giovanni dalle Palle a Sulmona.
Fu grazie ad un mercante veneziano che scambiava prodotti con il vicino oriente che lo sciroppo di canna raggiunse la mandorla e l'abbracciò: Giovanni dalle Palle, questo è il nome dell'uomo che portò quell'ingrediente essenziale in Italia. E Sulmona ci mise del suo: è qui che si riuscì a far cristallizzare lo sciroppo sulle mandorle, facendo oscillare manualmente una grande caldaia su una fonte di calore. Alle suore del Convento di S. Chiara fu affidata la realizzazione di vere e proprie opere d'arte (composizioni di vario genere) realizzate con confetti legati tra loro da un filo di seta.

Per riconoscere il confetto vero.
C'è chi ha detto che l'aria e l'acqua del posto influiscano sul sapore sopraffino dei confetti sulmonesi … non sappiamo, ma un articolo pubblicato l'08 agosto 1874 sulla "Gazzetta di Sulmona" ci racconta come riconoscere il confetto perfetto: "Chi vuol provare se le confetture che si dicono sulmonesi, siano veramente tali, metta un po' d'acqua nel bicchiere e v'immerga un confetto. Dopo qualche tempo, se il confetto è di puro zucchero, in fondo al bicchiere non vi sarà deposito: se no, la posa sarà indizio che c'era l'amido". Per realizzare un confetto con amido ci vuole poco tempo e poco denaro, ma produrne uno buono non è cosa da poco dato che per la sua lavorazione sono necessari ben quattro giorni.

Forme e sapori per tutti i gusti.
Se ne possono fare di tutte le fragranze e di tutte le dimensioni, gustosi o…dolorosi, come si evince da un brano dell'articolo già citato "Alcuni pesano perfino un chilogrammo. Per farne uno ci vogliono dieci o dodici anni. Tirato in capo a un pover'uomo, perderebbero certamente la loro dolcezza".                                      Estro e fantasia hanno ispirato i mastri confettieri, che per le "anime" dei loro confetti si sono sbizzarriti cercando di soddisfare al meglio i gusti dei palati più esigenti e ricercati, così oltre ai tradizionali confetti alla "mandorla di Avola", tuttora i più richiesti per il giorno del sì, sono nati confetti con ripieno al cioccolato bianco o nero, al pistacchio, al rosolio, alla cannella (i più antichi), alla gelatina di frutta, alla nocciola, alla pasta di mandorle, all'anice, al torroncino, al caffè. Non vi basta? 

Date un'occhiata a quelli a forma di cuore o di fede incrociata e sbizzarritevi, lasciandovi indurre in dolci tentazioni…


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